Il nostro Viaggio della Memoria è iniziato a Monaco di Baviera, una delle città in cui il nazismo ha mosso i primi passi.
Abbiamo visto i luoghi legati al putsch del 1923, il tentativo di colpo di stato di Hitler. Oggi questi spazi non celebrano quel passato: sono diventati luoghi dedicati alle vittime del nazismo.
Tra i punti più significativi c’è Viscardigasse, una piccola strada che racconta una forma di resistenza silenziosa. Durante il regime chi passava davanti alla Feldherrnhalle doveva fare il saluto nazista. Molte persone, pur di non farlo, cambiavano strada e passavano proprio da qui. Oggi una linea dorata sul pavimento ricorda quel semplice ma coraggioso gesto.Il secondo giorno siamo arrivati a Norimberga, città simbolo della propaganda nazista.
Abbiamo visitato lo Zeppelinfeld, l’enorme area dove Hitler organizzava raduni, parate e grandi manifestazioni del partito. Tutto era pensato per impressionare le folle e rafforzare il potere del regime.
A Norimberga abbiamo visitato il Palazzo di Giustizia, nell’Aula 600. Qui, dopo la guerra, si svolse il Processo di Norimberga contro i principali gerarchi nazisti. In questa sala, per la prima volta nella storia, i responsabili di uno Stato furono giudicati per crimini contro l’umanità.All’Università di Monaco abbiamo ricordato i ragazzi della Rosa Bianca, un gruppo di giovani studenti che si oppose al nazismo.
Tra loro c’erano Hans e Sophie Scholl, insieme a Christoph Probst, Alexander Schmorell e Willi Graf. Con l’aiuto del professore Kurt Huber scrissero e diffusero volantini contro il regime, invitando i tedeschi a reagire. Furono arrestati e condannati a morte, ma il loro gesto è rimasto un simbolo di coraggio. Come ultima tappa del nostro viaggio abbiamo visitato il campo di concentramento di Dachau, attivo dal 1933 al 1945.
Camminare in quel luogo è stato diverso da qualsiasi altra visita. C’era silenzio. Spazi enormi. Una sensazione difficile da spiegare.
Qui non si pensa solo alle vittime. Si pensa anche a chi ha reso possibile tutto questo.
Ed è proprio questo il senso del Viaggio della Memoria: capire la storia, guardarla in faccia e non dimenticarla mai.

Studentesse Ruth Osaivbe Obasohan e Kiranveer Kaur




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