Il cinema torna a farsi aula e spazio di confronto alla multisala Ariston, dove si è svolta una nuova tappa del progetto ABCinema, percorso dedicato all’educazione all’immagine e alla comprensione dei codici del linguaggio filmico. Protagoniste della mattinata le classi 3BS, 3CR, 4AM, 4AR, 4BR, 4BS e 4CR dell’ITET Mantegna, accompagnate dai loro docenti, coinvolte in un’esperienza formativa tra visione e analisi.
Cuore dell’incontro è stata la proiezione del film “Tutto quello che resta di te”, intenso racconto che si sviluppa come una vera e propria saga familiare palestinese, attraversando generazioni, conflitti e memorie. Il film intreccia dimensione privata e storia collettiva, restituendo il peso delle radici, delle perdite e della resistenza quotidiana.
A dirigere l’opera è Cherien Dabis, anche interprete, che firma una regia sensibile e profondamente personale, capace di dare voce a un’identità sospesa tra appartenenza e distanza. La narrazione si muove tra passato e presente, alternando piani temporali e punti di vista, costruendo un racconto intimo che diventa universale.
Vedere un film sul grande schermo non è un dettaglio, ma un’esperienza formativa: la sala amplifica emozioni, silenzi e sguardi, restituendo al cinema la sua dimensione originaria e collettiva. Ed è proprio in questo spazio condiviso che il racconto filmico si lega alla storia, perché ogni immagine porta con sé tracce del tempo, visioni del mondo, memoria viva da interrogare e comprendere.
A rendere ancora più significativo il percorso, l’intervento finale dell’esperta cinematografica Cecilia Voi, che ha guidato gli studenti dentro il linguaggio del film: dalle scelte registiche all’uso delle inquadrature, dalla costruzione narrativa al valore simbolico delle immagini.
Un’analisi chiara e coinvolgente, capace di trasformare la visione in consapevolezza.
Non è mancato il dialogo: domande, osservazioni, confronti. Segno di una partecipazione attiva e di un interesse autentico, che conferma l’efficacia del progetto.
ABCinema si dimostra così un ponte concreto tra scuola e sala cinematografica, dove l’esperienza collettiva del film diventa occasione educativa.

Prof. Nicolò Barretta

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