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Notizie
“Tack” – „grazie“ in Svedese – si sente spesso in Svezia, perché gli Svedesi sono gente aperta, disponibile, gentile e riconoscente: ne ho fatto diretta esperienza durante il mio soggiorno a Stoccolma dal 22 al 28 settembre.

Sono stato il primo dei 18 insegnanti del Mantegna, Preside incluso, a partire per un Paese europeo grazie al progetto Erasmus+, a cui la nostra scuola ha aderito lo scorso anno scolastico (http://www.erasmusplus.it/erasmusplus/erasmus/). Un progetto che avevo già conosciuto nel 1988 (https://www.youtube.com/watch?v=Uv6C417A9Mc), quando si chiamava solo Erasmus ed io, giovane studente di lingue, avevo frequentato per sei mesi la Pädagogische Hochschule di Ludwigsburg in Germania. Un’esperienza indimenticabile che aveva consolidato le mie conoscenze del tedesco e mi aveva regalato una nuova dimensione europea.

Questo, infatti, era ed è tuttora il senso del progetto Erasmus+: la mobilità di dirigenti, insegnanti, studenti e personale amministrativo nei Paesi dell’Unione Europea allo scopo di sperimentare dal vivo nuove realtà scolastiche, confrontarsi con sistemi educativi diversi, conoscere colleghe e colleghi di altre scuole d’Europa, scambiare con loro idee, metodi e opinioni ed importare nella propria scuola le buone pratiche apprese.

È quanto ho fatto per una settimana insieme ad altri 74 insegnanti provenienti da Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro, Croazia, Slovenia, Bulgaria, Repubblica Ceca e Germania. Una settimana intensissima, con tanto lavoro “sul campo”, ma anche visite memorabili a Stoccolma e Uppsala e piacevolissimi momenti di svago trascorsi con un gruppo decisamente affiatato.

Alle colleghe Stefania Della Sciucca, Valentina Fochi, Paola Menegazzo e Cinzia Silocchi, che con dedizione e professionalità hanno gestito l’enorme sforzo organizzativo indispensabile per far decollare il progetto Erasmus+ nel nostro istituto, va quindi un “tack tack” di cuore!

Ennio Polcini


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